caccia al cinghiale visore notturno konus

Si tratta di notizie su cui ormai ci si sofferma poco visto che sempre più spesso capita di leggere di cani feriti mortalmente dai cinghiali che stanno imperversando anche in zone vicine ai centri abitati.

Negli anni si è approfondito anche il tipo di attacco inferto dal cinghiale che se è maschio dà colpi dal basso verso l’alto lateralmente al cane, mentre se è femmina agisce con colpi ripetuti accanendosi oltretutto una volta che il cane è stato atterrato. Parliamo di animali con zanne che possono raggiungere i 14-15 cm e che quindi lasciano ben poco al caso. Molti cacciatori inoltre lamentano spese veterinarie altissime per far riprendere il proprio cane da un attacco oltre al fatto di non poter utilizzare il cane per un intera stagione venatoria. Quando poi il cane non ce la fa il dispiacere allora è tanto ed è giusto quindi sollevare un problema su come fare il massimo per preservarle il nostro animale.

I sistemi per proteggere il nostro fidato amico infatti esistono e non hanno più i prezzi proibitivi di qualche anno fa. Sul mercato vi è una discreta scelta ma farsi largo fra le proposte non è esattamente facile perchè magari non si avrebbe mai pensato di dover ricorrere ad un gilet e non si sa materialmente come affrontare il problema.

Le misure

Innanzitutto il consiglio è quello di andare in armeria direttamente col cane al seguito perchè questo agevolerà molto la presa delle misure che se fatte a casa possono lasciare non pochi dubbi.

Ogni marca di corpetto infatti adotta criteri particolari e soprattutto non tutti i marchi coprono tutte le taglie. Semplificando possiamo dire che la misura più importante che consente già di fare una prima cernita è data dalla lunghezza della schiena del cane: è una misura immediata da prendere e se si resta nel range di 50 cm – 80 cm consentirà di avere una discreta possibilità di scelta su quanto c’è sul mercato; per misure inferiori o superiori consigliamo di ragionare su soluzioni su misura che si ordinano anche on-line e che seppur costando di più consentiranno di avere una risposta per i casi più “difficili”. Le altre misure che normalmente vengono richieste per poter far provare un gilet sono il giropetto e il girocollo del cane e per conoscere i punti giusti dove posizionare il metro morbido consigliamo i tutorial che si trovano sul web in modo da non travisare completamente i dati richiesti.

Ciò che suggeriamo è comunque di preferire un modello che dia un po’ di margine grazie a velcri ampi di regolazione in quanto il cane è soggetto a ingrassare, dimagrire, gravidanze…insomma non vorremmo trovarci a dover tenere in casa tre varianti di taglia coi relativi costi.

Come far accettare il corpetto al cane

Bisogna premettere che il cane quando indosserà qualsiasi modello di corpetto non sarà a suo agio: servono giorni di utilizzo con un tempo che si va via via ad aumentare affinchè si abitui ad indossarlo e affinchè non provi disturbo nei movimenti. Quindi non preoccupatevi se le prime reazioni sono disponibili, nella maggior parte dei casi il cane tende a stare fermo ma aumentando il tempo in cui lo indossa un po’ alla volta si riuscirà ad abituarlo con gradualità fino ad arrivare al giorno in cui lo indossa tranquillamente un paio d’ore e si avrà quindi finalmente la percezione che è pronto.

Nonostante il tempo tecnico di adattamento sia da mettere in conto è bene però fare subito una scrematura fra quello che si trova in negozio perchè un modello eccessivamente pesante non è da prendere in considerazione visto che richiederebbe uno sforzo inutile, così come tessuti o materiali che non hanno alcun requisito di resistenza all’acqua sono da scartare perchè basterà un aquazzone improvviso per farlo imbevere e appesantire eccessivamente il nostro amico. Chi opta per modelli più corti con la scusa di dare meno fastidio al cane, paga questa scelta con una minor protezione che sinceramente ci pare un controsenso nel momento in cui si ha deciso di effettuare questo genere di acquisto: la priorità è preservare il cane.

Da evitare inoltre le tattiche del tipo “lo prendo un po’ più largo così ci sta più comodo” in quanto se non aderisce bene il gilet può creare anche lesioni, quindi serve la misura giusta, indossata in modo che il suo corpo venga perfettamente avvolto.

Perchè il modello Integrex si indossa più volentieri di altri modelli

Il modello Integrex è un modello caratterizzato da tre cinghie di fissaggio, indossarlo richiede forse 2-3 minuti in più rispetto ad un gilet tradizionale che ha solo un velcro da far aderire ma il vantaggio lo si ottiene proprio dal fatto che aderisce talmente bene che il cane dopo i primi giorni non o sente più.

Quindi si fanno infilare le zampe anteriori negli appositi fori, si chiudono le cinghie, si posiziona il velcro sulla schiena e infine si chiude quello sul collo. Basteranno i primi due utilizzi per prenderci una certa pratica e non ci si pentirà di aver speso qualche minuto in più nel farlo indossare correttamente piuttosto di avere un cane che esprime disagio per un gilet posizionato male.

Il materiale da scegliere

La protezione contro il cinghiale è data dal materiale utilizzato, quindi la domanda da porre al negoziante è relativa a cosa è stato utilizzato e che tipo di test è stato effettuato per verificare la tenuta del prodotto. La soluzione Integrex presenta un tessuto antiperforazione rivestito da uno strato di nylon.

Il nylon esterno chiaramente si può rovinare nel tempo o a causa di spini o con gli attacchi stessi del cinghiale in quanto è la parte “cosmetica” del prodotto, non è quella che preserva il cane. L’interno nella posizione del sottopancia e del collo (che sono i punti su cui normalmente le zanne del cinghiale colpiscono) è invece costituito da un materiale davvero sorprendente testato per non poter essere trapassato. Quello che quindi potrebbe rivelarsi come un taglio mortale diventa al massimo un’ecchimosi guaribile con ben altre tempistiche. Prima di immettere il prodotto sul mercato non essendoci un test universale a cui sottoporre questo tipo di articolo Konus ha voluto effettuarne due differenti:

*IL TEST DEL CACCIAVITE: questo è un test piuttosto comune di cui si trova traccia anche in rete in quanto si riesce ad avere immediatamente una percezione di tenuta. Il cacciavite piatto ha infatti una forma simile al dente di cinghiale e se due uomini tengono aperto il gilet ed un terzo con tutta la sua forza scaglia il cacciavite contro il gilet ripetutamente quello che dovrebbe avvenire è che lo strato esterno si rovini ma che il cacciavite non riesca a passare dall’altro lato

Ecco il nostro filmato sul test del cacciavite: https://drive.google.com/file/d/1lCi0AQ8yuBwc_XlWX-DZJ9jj9yfZw0lM/view?usp=drivesdk

* IL TEST DELLA MACCHINA DELLE OTTICHE DA FUCILE: forte dell’esperienza sui test di rinculo per le ottiche da fucile, Konus ha voluto sottoporre il gilet ad una prova sua, piuttosto estrema. E’ stato quindi posizionato il solito cacciavite su questo macchinario con cui normalmente si verifica la resistenza delle ottiche da fucile al rinculo delle armi. Si tratta certamente di una prova effettuata ad una forza ben superiore a quella di un uomo o di un cinghiale e come potrete vedere dal filmato il prodotto riesce a superarla a pieni voti con la lesione dello strato esterno ma nessuna perforazione nello strato interno protettivo.

Ecco il nostro filmato sul test della macchina per il rinculo armi: https://drive.google.com/file/d/1lHwFjbzwfkgwN2ws2PU8nynJDo5sD1SS/view?usp=drivesdk

Il test più bello è stato però quello dei clienti Konus che in due anni di utilizzo hanno sottoposto il prodotto a tutte le casistiche necessarie e pur essendo stupiti di quanti cani abbiano subito aggressioni da cinghiali abbiamo sempre avuto il conforto che il gilet ha funzionato e nessun cane ha riportato ferite.

Certo il gilet dopo uno scontro poi è da buttare perchè riporta segni sullo strato esterno però non si tratta di un armatura, la sua funzione è egregiamente svolta e riteniamo quindi il prodotto adatto all’uso. Da non sottovalutare anche i rovi che si impigliano inevitabilmente nel gilet e che se il cane tira possono rovinare o strappare lo strato esterno…si tratta di normale utilizzo che fa si che la vita media di un gilet di protezione non superi i due anni ma se si fa un conteggio di soldi e dispiacere risparmiati con scenari differenti beh, certamente si tratta di un investimento.

I dettagli che si apprezzano

Qualche dettaglio in più può rendere l’acquisto piacevole visto che per chi ne ha fatto uso: le bande laterali si sono rivelate come utilissime. Konus ha da subito presentato sui fianchi due bande di colore diverso: argento catarinfrangente e giallo fluo. Con questa distinzione fra un fianco e l’altro il cacciatore saprà sempre vedendo il cane in lontananza verso quale lato è rivolto e quindi di conseguenza dove aspettarsi il cinghiale. Due passanti per il guinzaglio e la tasca sul dorso con zip impermeabile rende l’articolo completo così come la fodera in rete 3d che fa si che il gilet pur aderendo non lo surriscaldi.

Tutti i feedback che chiediamo su questo articolo ci hanno inoltre consentito di effettuare dei miglioramenti andando a puntare su cuciture rinforzate con una doppia travettatura nel punto in mezzo alle zampe anteriori così come con un tassello che rende questo punto più resistente e confortevole. Le bande colorate laterali verranno inoltre potenziate con un effetto catarinfrangente più deciso ed una colorazione fluo più incisiva.

Detto ciò è bene chiarire che nessun giubbotto può garantire il 100% di protezione perchè dovrebbe coprire interamente il cane però basta fare un po’ di attenzione nell’acquisto e certamente ci si metterà al riparo da brutte sorprese e si avrà la tranquillità di aver fatto tutto il possibile per proteggere un fidato compagno che al di là di una funzione operativa ha anche un grande valore affettivo.

Un grazie a chi ha dato fiducia al prodotto, a chi ci ha inviato foto di cani sopravvissuti a brutte avventure, a chi dopo un attacco ha ricomprato il prodotto felice di averlo rovinato salvando il cane, a chi ci ha dato consigli basati su vita vissuta…insomma il team Konus si compone anche di voi e questo ci riempie di orgoglio.