Scopriamo oggi come potrai tararti da solo la tua ottica da fucile senza un inutile dispendio di colpi. La taratura è quel processo meccanico che avviene grazie alle torrette dell’ottica da fucile e che consente di regolare un meccanismo interno che ci permette di avere il reticolo più vicino possibile alla traiettoria della nostra carabina. Grazie alla taratura possiamo quindi far coincidere la traiettoria dell’ottica a quella di sparo. Certo si può sempre ricorrere alla comodità di affidare questa operazione al proprio armiere di fiducia che certamente utilizzerà anche più strumenti rispetto a quelli che un normale utilizzatore potrà avere. L’armiere riesce a fare un lavoro estremamente accurato non solo per la sua esperienza ma anche perchè normalmente si avvale di una barra del diametro dell’ottica per verificare l’allineamento degli anelli oppure utilizza delle livelle di centraggio per far sì che gli anelli siano perfettamente posizionati. Per fare un’autotaratura dovremo avere a disposizione una base di appoggio e una chiave dinamometrica, dopodichè dobbiamo soffermarci sui dati tecnici della nostra ottica e su tanta, tanta concentrazione.

Della tua ottica dovrai conoscere gli ingrandimenti, il diametro dell’obiettivo e il diametro del tubo. Ad esempio se hai una nostra ottica Absolute cod. 7178 5-40×56, gli ingrandimenti sono variabili da 5x a 40x, il diametro dell’obiettivo è di 56 mm e il diametro del tubo è di 30 mm. Se davanti ad “x” hai un unico numero significa che la tua ottica è ad ingrandimento fisso, così come il diametro del tubo potrebbe essere di un pollice o da 34 mm anzichè da 30 mm come nel nostro esempio.

La torretta in alto è la regolazione dell’alzo, quella laterale si chiama deriva. Up= non significa che il reticolo va in su, ma è l’indicazione di dove volete che vada il colpo. Se il colpo deve salire andrete in direzione up (ovviamente sarà il reticolo che scenderà), stesso concetto per la deriva, se il colpo va troppo a destra dovrò ruotare verso sinistra. Ci sono fattori che influiscono come vento, rami, quindi ogni colpo può essere un po’ differente.

 

 

Detto ciò dovrai scegliere gli attacchi in base al diametro del tubo e all’ampiezza dell’obiettivo (detta anche campana) in modo che l’ottica non tocchi la canna ma abbia uno spazio confortevole per poter stare fissata. Se scegli un attacco tipo cantilever come il nostro #7219 vorrà dire che cerchi un sistema che permetta di tenere l’ottica rialzata nella giusta posizione sia in termini di altezza che di profondità; questo requisito è molto utile per tutti quei fucili dove non è prevista una slitta sull’astina coprimano. Se invece hai un’arma che utilizzi con ottiche diverse a seconda del tipo di tiro o caccia che ti piace fare, diventa prezioso avere un attacco a sgancio rapido in modo  da avere il fucile sempre pronto sapendo già che l’ottica che metti tiene la precedente taratura, evitando perdite di tempo.

Esistono attacchi già a slitta come il nostro #7237 oppure ad anelli. Quelli specifici per le ottiche corte sono il nostro cod. #7218 e poi Konus offre tutta una gamma di attacchi in acciaio che si differenziano fra sgancio rapido e non, diametro 30 mm o un pollice e in base al diametro dell’obiettivo dell’ottica, scina da 11 mm e Weaver o Picatinny.

 

 

 

 

Una volta che si hanno a disposizione gli attacchi (attenzione, in quelli con diametro universale ricordati di mettere o togliere il riduttore a seconda se la tua ottica è da un pollice e ne ha bisogno oppure se è da 30 mm e dovrai rimuoverlo) montiamo l’ottica sull’attacco chiudendo gli anelli in maniera lasca così da poter poi eventualmente modificare una volta che passeremo al fissaggio sul fucile. L’ottica va posizionata centralmente fra gli anelli, sposteremo in avanti o indietro l’ottica solo una volta che l’andrò a mettere sul fucile.

Prima di fissare l’ottica, assicuratevi di avere un cavalletto o un sostegno, una linea di tiro con la distanza adeguata e il  bersaglio. Serve comodità di lavoro quindi prendetevi il tempo necessario per organizzare la vostra postazione di tiro.

Agganciamo prima il lato verso l’oculare, provando ad andare in mira per controllare se è alla giusta distanza dall’occhio: la regola è che si debba poter vedere bene la lente oculare, interamente e senza effetti di distorsione che indicano che siete troppo vicini o lontani. Considerate anche la regolazione focale della vostra ottica e verificate come è posizionato lo zoom degli ingrandimenti regolandolo al minimo in modo da essere più precisi con tiri a lunga distanza. Controllare la tensione delle viti delle basette con chiave dinanometrica (dobbiamo essere a conoscenza del libraggio a cui dobbiamo sottoporre la nostra vite), procediamo al montaggio degli anelli. Verifichiamo che l’ottica non abbia punti di contatto sulla carabina, che la campana non tocchi pur essendo vicina alla carabina e che i due anelli siano concentrici, nel giusto allineamento.

Fissiamo le prime viti controllando l’allineamento orizzontale dell’ottica cioè che il tubo sia correttamente posizionato. A questo punto potete serrare del tutto le viti. Con chiave dinamometrica serriamo ora le viti degli attacchi in modo da fissare l’ottica. Utilizzare sempre la stessa cartuccia per le tarature (possibilmente dello stesso lotto per avere una precisione maggiore).

 

Sparate da seduti, utilizzando un appoggio (sacchetto, bipiede ecc.). Collimate la canna in direzione del tabellone, solo con l’occhio per avere un primo direzionamento e ricordatevi di indossare le cuffie.

Se ad esempio volete tarare la carabina a 100 metri andate a cercarvi il dato di fabbrica (alcuni cannocchiali di mira lo riportano sull’ottica stessa) che indica la variazione a 100 metri. Ad esempio se un’ottica dichiara che 1 click equivale a 1/2 moa, semplificando so che un moa corrisponde a 3 cm e quindi ogni click di quell’ottica produrrà una variazione di 1,5 cm (1/2 moa appunto). Per tararla a 100 metri se vedo uno sfasamento di 5 cm dovrò correggere di 5:1,5= 3,33 ovvero di 3 click.

 

 

 

Partiamo subito posizionando il bersaglio a 25 metri in modo da poter fare un primo tiro facile da cui poi prendere le opportune misure. Spariamo un colpo per fare una prima correzione di massima. Se a 100 metri la nostra variazione è di 1,5 cm per ogni click a 25 metri sarà 1,5cm:4 (arrotondando) = 0,38 cm. Controllate il bersaglio: ad esempio riscontriamo che siamo spostati di 8 cm verso sinistra e 4 cm verso il basso, facciamo allora una prima correzione di massima per arrivare a bersaglio. Se a 100 metri la nostra variazione è 1,5 cm x ogni click, a 25 metri sarà 1,5cm:4= 0,38 per 8 cm 21 click verso destra (8cm0,38), in altezza 11 verso l’alto. Facciamo le modifiche dei click previsti e ora proviamo a sparare a 100 metri.  Magari come larghezza siamo a posto ma come altezza possiamo avere una differenza considerevole tipo 13,5 cm dal centro facciamo quindi 13,5cm: 1,5 = 9 click verso il basso, proviamo a farli e vediamo con un altro tiro a 100 metri come ci troviamo. Prendiamoci un po’ più di tempo ragionando anche sulla respirazione. La correzione fatta dovrebbe avervi dato un centro. Ripetete il colpo per essere certi che non si tratti di un colpo di fortuna. Ci sono carabine da 1/8 di moa che consentono di correggere distanze inferiori a 1,5 cm, sono quelle per  la lunga distanza, in tal caso la taratura richiederà ancora maggior concentrazione perchè si tratta di posizionare il colpo con estrema cura.

Detto ciò il consiglio è quello di praticare molto perchè solo così si conoscerà a fondo la propria arma e si troverà un’affinità tale da effettuare tarature a regola d’arte. Quindi l’invito è quello di insistere nella tua passione e i risultati arriveranno!