Nel momento in cui Konustex si è affermato come brand nel mondo dell’abbigliamento da caccia ecco che Konus ha deciso di fare un cambio.

Softshell KonustexNell’anno 2020 ma soprattutto nel corso del 2021 nonostante le incertezze del periodo Konus ha deciso di affrontare un cambio di livello nei materiali perchè sono quelli che rendono un capo vincente.

Lo stile, i dettagli, talvolta perfino il prezzo diventano variabili se di base non vi è un tessuto che soddisfa, che rende il capo confortevole e che ce lo fa apprezzare sia indossandolo, che ripondendolo nell’armadio.

L’analisi più approfondita è stata fatta su quei materiali utilizzati per giacche e pantaloni, che devono quindi resistere ad intemperie, usura del tempo e maltrattamenti vari.

Per questi tipi di capi sono stati selezionati per lo più due tipologie di tessuti: una di softshell e una di poliestere.

Softshell Konustex

Il softshell è la soluzione ideale per ottenere isolamento termico, traspirabilità ed impermeabilità. Il softshell Konustex si compone di tre strati:

– lo strato più esterno non ha solo una funzione estetica ma è anche quello che ci protegge ed è importante che abbia una resistente finitura idrorepellente per far sì che l’acqua scivoli via il più possibile limitandone al massimo l’assorbimento

– lo strato intermedio è quello della membrana impermeabile e traspirante. La membrana è ricoperta da tantissimi microscopici fori che sono in grado di trattenere le gocce di acqua (che non riescono ad entrare nei buchi) ma che allo stesso tempo consentono invece al sudore e all’umidità corporea di fuoriuscire mantenendoti asciutto

– lo strato più interno è la fodera che ha la funzione si assorbire il sudore del corpo in modo da veicolarlo verso la membrana che lo espellerà, questo consente che non vi siano accumuli di umidità all’interno della giacca con ulteriore generazione di sudore.

E’ ovvio che il risultato ottimale lo si ottiene quando tutto il nostro abbigliamento è ragionato ovvero la regola aurea è avere un primo strato a contatto pelle in polipropilene così da mantenere asciutta la pelle perchè l’intimo errato (ad esempio in poliestere) vanificano lo sforzo di indossare poi sopra capi ad elevata tecnicità.

Se si parte da un intimo corretto ecco che poi si potrà utilizzare un secondo strato variabile (felpa, maglione, micropile) ed in ultimo la giacca che protegge dalla pioggia. Sbagliare un passaggio equivale a rendere totalmente inefficace lo sforzo fatto.

Konustex è un marchio che ha proprio iniziato con l’intimo in polipropilene cavo e quindi negli anni è riuscito a “fare cultura” in merito ma ora che le giacche appaiono tutte in softshell o tutte in poliestere come farsi largo nella jungla?

Come distinguere un buon materiale da uno dozzinale destinato a deludere le aspettative?

Ebbene l’unica garanzia è quella di controllare se il capo che ci piace ha dei dati dichiarati di traspirabilità e impermeabilità. Solo materiali testati infatti possono dare tranquillità in merito a questi parametri e questa di fatto è l’unica tutela che ha un consumatore per non trovarsi inzuppato alla prima pioggia.

I materiali usati

I test sui materiali possono essere fatti da organismi differenti ma il dato delle colonne d’acqua rappresenta uno standard universale per poter capire se effettivamente ci possiamo fidare o meno di indossare quella giacca anche in escursioni con tempo variabile.

Spesso l’argomento colonne d’acqua “rema contro” nel senso che si cercano dei valori altissimi allo scopo di proteggersi da acquazzoni senza considerare che c’è il contraccolpo, ovvero più un capo è impermeabile meno è traspirante e seppur non bagnarsi di pioggia sia importante lo è altrettanto non bagnarsi di sudore.

konustexIl segreto quindi è trovare quel giusto equilibrio fra impermeabilità e traspirabilità così da ripararsi dalla pioggia ma allo stesso tempo far sì che il proprio sudore venga espulso.

Per tali ragioni il marchio Konustex ha scelto tessuti con parametri di 10000mm colonne d’acqua e 10000 g/m2/24 h di traspirabilità.

Questi dati vanno ovviamente spiegati e per non entrare in argomenti eccessivamente tecnici possiamo dire che sopra i 5000mm di colonna d’acqua un materiale è considerato con un ottimo livello di resistenza all’acqua ma non impermeabile, con 10000mm colonna d’acqua il materiale è considerato impermeabile.

Il test effettuato è di facile comprensione ovvero si mette sul tessuto una colonna graduata, la si riempie d’acqua e si stabilisce così a quale pressione l’acqua inizia a entrare nella fibra.

Per stabilire invece la traspirabilità del capo si prende un metro quadro di tessuto e nell’arco di 24 ore si misura quanto vapore acqueo lo attraversa. E’ giudicato un buon livello di traspirazione un valore di 4000 g/M2/24h ma Konustex vuole offrire qualcosa di più di un buon livello  e per tale motivo si è spinta a 10000 g/m2/24 h perchè sappiamo bene che una battuta di caccia può necessitare corse, sforzi, salite impegnative…insomma meglio essere pronti a tutto.

Vero è che stare sotto la neve fresca per magari mezza giornata fa sì che ci si bagni anche col tessuto da 10000 colonne d’acqua perchè la durata dell’esposizione alle intemperie non può essere continuativa ma limitata nel tempo.

Si parte dal presupposto che in mezza giornata si riesca a trovare un rifugio e che non si vada a caccia dichiaratamente per soffrire; non si vuole produrre capi per imprese estreme, si vuole dare una soluzione efficace per livelli un po’ più portati allo stremo rispetto ad una normale escursione in modo da saper affrontare l’imprevisto.

Poi ogni dichiarazione sembra sempre poter essere ripresa in mano e ribaltata visto che esistono anche sciatori che dichiarano che con 5000 mm l’acqua non entra nella giacca…

Quindi indossare una giacca che magari ha 20000 mm colonne d’acqua ma che come traspirabilità dichiara 5000 g/m2/24 h ad esempio, equivale a dire che si suderà parecchio perchè è un dato sbilanciato, seguirà quindi una sensazione di bagnato e sopraggiungerà anche il freddo a quel punto.

Non basta poi che il tessuto sia il massimo che il mercato possa offrire in quanto l’acqua può penetrare anche da cuciture e zip, quindi quello che in negozio giudichiamo un dettaglio può invece diventare l’ago della bilancia fra stare bene o meno.

Assicuratevi quindi che le cuciture siano nastrate oppure che il tessuto sia dotato di membrana e poi le zip devono essere coperte da un flap in tessuto impermeabile o, se sono a vista, devono essere impermeabili perchè altrimenti diventano un varco per l’acqua.

Molto utili sono anche i sistemi water trap che troviamo accanto alle zip e che agevolano il defluire dell’acqua.

Per la traspirazione vale poi sempre il “trucco” delle prese di areazione ovvero molti capi hanno delle zip posizionate di norma nel sottoascella o sottobraccio o sui fianchi che nel momento di sforzo vanno aperte e consentono di sfogare subito l’accumulo di calore in breve tempo. Si tratta di un vero plus perchè accellerano significativamente il processo di espulsione del calore in eccesso e sono una soluzione ideale per chi tende ad avere caldo in genere.

Un altro fatto a cui nessuno bada è poi il taglio che hanno i vestiti che indossiamo. Se l’utilizzo è quello di andare a caccia dovrò vedere se il capo ha un taglio adatto.

La gamba sagomata in un certo modo, la giacca che non ha maniche a tubo bensì che ha spessori differenti che seguono la linea delle braccia…sono elementi che fanno capire se quel capo indossato mi agevolerà nei movimenti evitando di surriscaldarmi o raffreddarmi.

Tessuti resistentissimi ma rigidi possono diventare una tortura dopo qualche ora che li si indossa, così come un capo eccessivamente largo o stretto. Quindi alla fine la scelta la si fa in base alla fiducia che si ripone nel marchio perchè un giudizio lo si può dare solo dopo i primi utilizzi altrimenti.

Puntare allora su un’azienda che ci dà fiducia perchè se ci sono problemi non si nasconde dietro ad un dito crediamo sia la formula magica per dormire sonni tranquilli. Quindi vale di più il consiglio di un negoziante che con le aziende ha rapporti ogni giorno piuttosto di mesi di ricerche su internet a 360 gradi.

Ci sono talmente tante incognite in un prodotto che va indossato che per quanto svisceriamo dati e nozioni ci sarà sempre qualcosa che non avevamo considerato. Quindi il consiglio è di avere le nozioni di base ma poi affidarsi all’armeria di fiducia che sa esattamente quanti clienti sono rimasti delusi magari da un grande nome e quanti invece si sono dimostrati soddisfatti di un marchio di nicchia a cui non avresti pensato.